L’eccitazione da ennesima volta

Chissà quante volte ho avuto tra le mie dita (indice e pollice per esattezza) quei piccoli scrigni magici da cui quasi miracolosamente esplode della vita. Ho seminato, tanto. Ogni volta chino, silenziosamente avvicinandomi alla terra quel tanto che basta per capire quanti semi hai già fatto cadere.. “non saranno mai abbastanza” penso tra me e me e così ne aggiungo un pizzico in più.. solo un pizzico… anzi due.

E non ti dico i giorni che vengono! Sei in pensiero come se tu fossi una madre (o anche un padre) che aspetta il figlio che: “non è ancora tornato a casa! Gli avevo detto di tornare alle cinque … e sono già le cinque e due!”, “e per di più è anche in bicicletta”, “ah! Chissà cosa gli sarà successo!”.

E’ si.. nell’attesa che i tuoi semini emergano fuori, dalla pacciamatura ovviamente, quante volte pensi: “non usciranno ne sono sicuro!” .. “ e se i semi erano vecchi?!, e se qualche insetto, che, la sotto a solo un centimetro dal mio naso si stesse mangiando il frutto delle mie preoccupazioni?!?!”

Piove, piove e piove. Per tre giorni di fila, piove. Quella bella pioggia nebulizzata all’odore di primavera.

Come si sa, la pioggia pompa i colori: li gonfia, li rende lucidi e scintillanti. Da lontano vedo qualcosa brillare, là nell’orto. Qualcosa di piccolo ed esile ma che esprime forza e vitalità. La mezza luna con le punte verso su, si disegna sulla mia bocca.

Ecco, è questo istante.

Potresti essere il contadino più vecchio del mondo, che quanti semi ha seminato ricordarsi non può.. ma in quell’ istante tutta la tensione (accumulatasi nei giorni di attesa) e tutta la gioia di questo mondo t’avvolge inevitabilmente. No, no.. non ho davanti agli occhi un imponente sequoia che s’alza di cento metri e più; sono solo due foglioline.. anzi.. nemmeno.

Avete presente quell’ incanto che si prova ogni singola volta che si è davanti ad un fuoco? Bhè nessuno vi ha insegnato a farvi incantare dal fuoco, no? È qualcosa che portiamo dentro di persona in persona, come se l’emozione del primo uomo (o donna) che videro il fuoco per la prima volta, sia stata di tale portata che ancor ora si ripresenta in noi tutte le volte che siamo davanti ad una fiamma.

Pensa allora alla prima volta che un uomo o donna che sia, vide la terra muoversi al di sopra del primo seme da loro seminato. Quella emozione è ancora dentro di noi, semplice, inspiegabile.

È così che scoppio in urla d’eccitazione e più piantine scopro che sono emerse, più mi infiammo. Non è la prima volta. Nemmeno la seconda; e se lo devo proprio dire, bhè, non è nemmeno merito mio.

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